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Cristo e un fariseo

Opere e oggetti d'arte - Scheda sintetica

Cristo e un fariseo Cristo e un fariseo
dipinto
olio su tavola di pioppo
56 (l) 75 (a) (cm)
sec. XVI (1516/1516)
VECELLIO Tiziano


Cristo è raffigurato di mezza figura, occupando sia in altezza sia in larghezza quasi tutto il formato del dipinto. Il fariseo che avanza da destra con un gesto invadente, tiene nella sua mano la moneta. Cristo invece sembra voler rispondere alla sua insistenzaallungando la mano, quasi a fermarlo. Il rosso e il blu dei vestiti di Cristo si contrappone al bianco della camicia del fariseo. Ugualmente contrastano l’incarnato bianco quasi trascendente del Redentore e la pelle scura del fariseo.

Notizie storico critiche

Immediatamente dopo che nel 1505 Alfonso I d’Este divenne terzo duca di Ferrara, fece coniare una moneta che recava sul verso la raffigurazione del tema biblico della decima, tratto dal Nuovo Testamento: i farisei, per tendergli una trappola, chiesero a Cristo se fosse lecito o no pagare il tributo a Cesare. Se egli l’avesse approvato, si sarebbe dimostrato poco solidale con i suoi compaesani, i quali soffrivano sotto l’aggravio fiscale dei romani; se invece avesse detto che ciò non era lecito, i farisei stessi avrebbero potuto denunciarlo presso il governatore per istigazione. Cristo rispose però con molta saggezza. Si fece mostrare la moneta con l’immagine dell’imperatore e chiese: “Di chi è questa immagine e l’iscrizione?” I farisei risposero: “Di Cesare”. Allora disse: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (Mt 22, 15-21; Lc 20, 20-26; Mc 12, 13-17). La scelta del motivo è legata alla situazione politica del duca che lo costrinse a destreggiarsi fra i grandi centri di potere del momento. All’idea politica di alta diplomazia di Alfonso, si deve quindi la commissione del dipinto del "Cristo della moneta" a Tiziano. E’ la prima raffigurazione di questo soggetto nella storia della pittura e ne costituisce la più significativa iconografia, che ha trovato numerosi imitatori. La composizione si limita a raffigurare solo le figure principali, Cristo e uno dei farisei e viene dominata dai due visi e dalle mani poste in forte contrasto. Il dipinto viene generalmente datato 1516, anno in cui Tiziano soggiornò per la prima volta alla corte ferrarese. Il dipinto è descritto da Vasari negli appartamenti di Alfonso d’Este: “Similmente nella porta d’un armario dipinse Tiziano dal mezzo in su una testa di Cristo, maravigliosa e stupenda, a cui un villano ebreo mostra la moneta di Cesare [...]“ (Vasari 1875-1885, vol. 7, pp. 434ss). Da un documento del 1543 risulta inoltre, che il quadro insieme a oltre 1.000 monete e medaglie venne trasferito dal “primo camerino adorato“ di Alfonso allo studiolo di Ercole II. Secondo Weber (2002-2003) appare logico “che un dipinto raffigurante "Il tributo a Cesare" fosse il decoro del mobile che conteneva la vasta collezione di monete degli Estensi e probabilmente anche quella personale di Alfonso recante la stessa immagine”.

Bibliografia

Giorgio Vasari, "Le vite de’ più eccellenti pittori scultori ed architettori", hrsg. von Gaetano Milanesi, 9 Bände, Florenz 1875-1885, Bd. 7, S. 434f. Pietro Ercole Gherardi, "Descrizione delle pitture esistenti in Modena nell’Estense Ducal Galleria (1744"), hrsg. von G. Bonsanti, Modena 1986, S. 4, 18, 208-213, Nr. 87. Johann Riedel/Christian Friedrich Wenzel, "Catalogue des Tableaux de la Galerie Electorale à Dresde", Dresden 1765, S. 207, Nr. G.I. 208. "Neues Sach- und Ortsverzeichnis der Königlichen Sächsischen Gemälde-Gallerie zu Dresden", Dresden 1826, S. 223, Nr. 202. Julius Hübner, "Verzeichnis der Königlichen Gemälde-Gallerie zu Dresden, Dresden 1856, S. 111, Nr. 202. Wilhelm Schäfer, "Die Königliche Gemälde-Galerie im Neuen Museum zu Dresden", 3 Bde., Dresden 1860, II, S. 283-290, Nr. 202. Joseph Archer Crowe/Giovanni Battista Cavalcaselle, "History of Painting in North Italy", Bd. I., London 1871 (1912), S. 116-121. Joseph Archer Crowe/Giovanni Battista Cavalcaselle, "Tizian, Leben und Werke", Bd. I., Leipzig 1877, S. 99-103. Adolfo Venturi, "La Regia Galleria Estense in Modena", Modena 1882 (1989), S. 38, 312, 360. Karl Woermann, "Katalog der Königlichen Gemäldegalerie zu Dresden", Dresden 1887, S. 88, Nr. 169. Ivan Lermolieff, "Kunstkritische Studien über italienische Malerei. Die Galerien München und Dresden", Leipzig 1891, S. 297. Theodor Hetzer, "Die frühen Gemälde Tizians", Basel 1920, S. 59-62. Georg Gronau, „Alfonso d’Este und Tizian“, in: "Jahrbuch der historischen Sammlungen in Wien", N.F., II, 1928, S. 233-246, 235f. Hans Posse, "Die Staatliche Gemäldegalerie zu Dresden. Vollständiges beschreibendes Verzeichnis der älteren Gemälde", Bd. 1, "Romanische Länder", Berlin 1929, S. 86, Nr. 169. Bernard Berenson, "Italian Pictures of the Renaissance, Venetian School", Bd. I., London 1957, S. 184. Francesco Valcanover, "Tutta la pittura di Tiziano", Bd. I., S. 57f., Nr. 76. Karl Heinz Weber, „Restaurierung und Konservierung des Tizian-Gemäldes ‘Der Zinsgroschen’“, in: "Neue Museumskunde", 11, Heft 2/1968, S. 176-193. Harold E. Wethey, "The Paintings of Titian", Bd. I. The Religious Paintings, London 1969, S.36, 163, 264, Nr. 147, Abb. 67, 68. Gilbert Craighton, „Some Findings on Early Works of Titian“, in: "Art Bulletin", 62/1, März 1980, S. 36-75. Charles Hope, „The Camerino d’Alabastro. A reconsideration of evidence“, in: "Bacchanals by Titian and Rubens. Papers given at a symposium in Nationalmuseum, Stockholm March 18-19, 1987", Hg. Görel Cavalli-Björkman, Stockholm 1987, S. 25-42, S. 38ff. Johannes Winkler, "Der Verkauf an Dresden. Dresden und Modena - Aus der Geschichte zweier Galerien", Modena 1989, S. 220 (Abb.) Eduard A. Safarik, "Domenico Fetti", Mailand 1990, S. 65ff., 141, 144f., Nr. 33 (Abb.). "Katalog der ausgestellten Werke Gemäldegalerie Dresden Alte Meister", Leipzig 1992, S. 385, Nr. 169. Anna Maria Fioravanti Baraldi, "Il Garofalo. Benvenuto Tisi pittore (c. 176-1559). Catalogo generale", Rimini 1993, S. 188f. Grazia Agostini



Gemäldegalerie alte meister, Staatliche Kunstsammlungen, Dresda

Dresda
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1488-1490/ 1576
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